Assistenza sanitaria

Oggi MedAcross è operativa nel Myanmar a supporto del progetto sanitario e umanitario messo in atto dalle Religiose di Nostra Signora delle Missioni nella città di Kawthaung e nelle zone rurali limitrofe. Una missione che si concentra in particolare nel fornire:

  • assistenza a bambine e ragazze vittime di tratta di esseri umani e sfruttamento sessuale attraverso un laboratorio tessile finalizzato ad aumentare le loro possibilità di trovare lavoro ed essere autonome
  • servizi sanitari di base ai rifugiati interni tra i quali le patologie più diffuse sono HIV, tubercolosi e malaria
  • servizi educativi per bambini di strada nella città
  • programma di cliniche mobili nei villaggi rurali che porta cure gratuitecentinaia di persone prive di accesso ad alcun servizio di assistenza sanitaria

A Kawthaung, con l’importante sostegno della Fondazione Specchio dei Tempi, MedAcross sta finanziando la costruzione di una Basic Health Clinic con centro HIV per fornire assistenza sanitaria gratuita e formazione professionale a personale locale.

MedAcross provvederà inoltre all’acquisto di un veicolo che permetterà un notevole ampliamento dei villaggi attualmente visitati attraverso il programma di cliniche mobili, così più di mille persone potranno essere visitate mensilmente.



MedAcross è attualmente impegnata in un progetto medico e umanitario nel Myanmar, ex Birmania. In questa regione le problematiche sanitarie sono particolarmente gravi a causa della forte presenza di rifugiati interni che vivono in condizioni precarie.

Una zona povera flagellata anche dallo sfruttamento sessuale di bambine e ragazze che vengono portate nelle terre di confine con la Thailandia con la promessa di trovare lavoro e spesso trovano un incubo.

L’associazione MedAcross è venuta a sapere di questa seria emergenza grazie alla segnalazione dell’Oblato Thomas Haake, da sempre impegnato in missioni umanitarie in tutto il mondo e da quasi vent’anni nel Myanmar.

 

 

Trecento anni di amicizia

Le relazioni tra Italia e Myanmar hanno radici solide che si articolano nella storia del nostro Paese: dai religiosi barnabiti che nel Settecento si erano prodigati in Myanmar, a quelli della Congregazione degli Oblati di Maria Vergine che partirono a inizio Ottocento dal Piemonte (Italia).

Tra gli italiani che prestarono la loro opera nel paese merita di essere ricordata la figura del cuneese Padre Paolo Abbona, che lo studioso birmano Vivian Ba definì “the greatest and most Burmanised of the Oblates of Turin”.

Come missionario Padre Abbona fece costruire scuole, ospedali, chiese; seppe anche distinguersi in delicate missioni diplomatiche (parlava ben sette lingue), tra Inglesi e corte birmana. Nominato nel 1856 Plenipotenziario del re di Sardegna si guadagnò la stima del primo ministro inglese, lord Palmerston, e la collaborazione di Camillo Benso, Conte di Cavour.

In campo economico predispose il Trattato di Commercio e Amicizia tra il Regno d’Italia e l’impero birmano. Viene dunque da lontano il legame tra Italia e Myanmar e in tempi più recenti sono state davvero numerose le occasioni di collaborazione e scambio.

Nel 2006 a Torino fu organizzato un Convegno per ricordare l’avventura di Padre Abbona in terra birmana, in occasione del bicentenario della nascita.

Dal 2007 al 2011 l’Onorevole Piero Fassino è stato Inviato Speciale dell’Unione Europea per il Myanmar.

Nel 2013 la consegna della Cittadinanza onoraria di Torino al premio Nobel Aung San Suu Kyi e la nomina del notaio Andrea Ganelli a Console Generale Onorario dell’Unione del Myanmar, con sede a Torino; seguirono poi nel 2014 la visita di Thein Sein, presidente dell'Unione del Myanmar e la nomina del cuneese Pier Giorgio Aliberti ad Ambasciatore d'Italia a Yangon.

La recente costituzione dell’Italia Myanmar Business Council e della Camera di Commercio Italia-Myanmar rafforzano il legame culturale ed economico tra i paesi.