Italia-Myanmar

Trecento anni di amicizia

Le relazioni tra Italia e Myanmar hanno radici solide che si articolano nella storia del nostro Paese: dai religiosi barnabiti che nel Settecento si erano prodigati in Myanmar, a quelli della Congregazione degli Oblati di Maria Vergine che partirono a inizio Ottocento dal Piemonte (Italia).

Tra gli italiani che prestarono la loro opera nel paese merita di essere ricordata la figura del cuneese Padre Paolo Abbona, che lo studioso birmano Vivian Ba definì “the greatest and most Burmanised of the Oblates of Turin”.

Come missionario Padre Abbona fece costruire scuole, ospedali, chiese; seppe anche distinguersi in delicate missioni diplomatiche (parlava ben sette lingue), tra Inglesi e corte birmana. Nominato nel 1856 Plenipotenziario del re di Sardegna si guadagnò la stima del primo ministro inglese, lord Palmerston, e la collaborazione di Camillo Benso, Conte di Cavour.

In campo economico predispose il Trattato di Commercio e Amicizia tra il Regno d’Italia e l’impero birmano. Viene dunque da lontano il legame tra Italia e Myanmar e in tempi più recenti sono state davvero numerose le occasioni di collaborazione e scambio.

Nel 2006 a Torino fu organizzato un Convegno per ricordare l’avventura di Padre Abbona in terra birmana, in occasione del bicentenario della nascita.

Dal 2007 al 2011 l’Onorevole Piero Fassino è stato Inviato Speciale dell’Unione Europea per il Myanmar.

Nel 2013 la consegna della Cittadinanza onoraria di Torino al premio Nobel Aung San Suu Kyi e la nomina del notaio Andrea Ganelli a Console Generale Onorario dell’Unione del Myanmar, con sede a Torino; seguirono poi nel 2014 la visita di Thein Sein, presidente dell'Unione del Myanmar e la nomina del cuneese Pier Giorgio Aliberti ad Ambasciatore d'Italia a Yangon.

La recente costituzione dell’Italia Myanmar Business Council e della Camera di Commercio Italia-Myanmar rafforzano il legame culturale ed economico tra i paesi.